Posta Indesiderata (dallo spazio profondo)

venerdì, marzo 02, 2007

Italia sommersa da e-mail spam indesiderati due messaggi su tre

Sessantuno miliardi di messaggi indesiderati. Sono i numeri di messaggi spam, le email immondizia che intasano la posta elettronica, che circolano ogni giorno in Europa, causando rallentamenti alla rete e danni alla produttività. E che adesso stanno sommergendo anche l'Italia. Secondo le statistiche diffuse dall'Istituto Informatica e Telematica del Cnr, due email su tre nel nostro paese sono spam.
"Da un'analisi statistica sui server di posta elettronica - spiega Stefano Ruberti, responsabile del Registro del ccTld, l'organismo che assegna i domini internet ".it" - il tasso di spam medio in Italia nel 2006 è stato di circa il 66%. A fronte di 2.846.282 messaggi di posta ricevuti, poco meno di 970mila sono stati classificati come puliti.
Lo spamming è l'invio di grandi quantità di messaggi indesiderati il cui principale scopo è la pubblicità di prodotti più o meno legali o la diffusione di virus. E' considerato un reato in vari paesi e anche in Italia l'invio di messaggi non sollecitati è soggetto a sanzioni. Che evidentemente non costituiscono un deterrente sufficiente.
Del 1.876.551 di messaggi spazzatura, però, solo l'1,3% era infetto, cioè portatore di virus. La dimostrazione di come infezioni abbiano ceduto il passo ad attività truffaldine più remunerative. "Tra queste - spiega Ruberti - spicca il phishing: il tentativo di dirottare gli utenti su pagine web fasulle che ricordano quelle di banche e portali per l'acquisto di prodotti online al fine di carpire password e codici di autenticazione".
Ma il traffico spam causa anche problemi, per così dire, indiretti, rallentando le normali attività di rete per tutti gli utenti. Per dare un'idea di quanto lo spam ostacoli l'efficienza del sistema si pensi che, per analizzare tutti i messaggi infetti, il server della posta Iit ha impiegato oltre 1.315 ore di lavoro.
Un dato destinato a peggiorare. "L'avvento dell'image spam, messaggi che non contengono più testo ma immagini digitali, più difficili da analizzare, ha causato un ulteriore rallentamento del sistema", dice Ruberti: "adesso la dimensione media dei messaggi indesiderati è cresciuta e lo spam mangia più di 800 terabyte di banda internet al giorno".
Le conseguenze più gravi, però, sono per le aziende, che sono costrette a fare i conti con cali di produttività (i dipendenti perdono almeno 15 minuti al giorno nel selezionare la posta) e la necessità di investire risorse in personale e sistemi antispam.
Ma chi è il mittente? Per Ruberti, "non più di 600 professionisti". Che con lo spam guadagnano bene. "Il più famoso spammer, Jeremy James, classe 1974, ha accumulato un patrimonio personale di 24 milioni di dollari". Ma si è anche guadagnato 9 anni di carcere.

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